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Comunicato stampa N° 139 del 6/2/2008

piano faunistico \ 2 – contro i danni dei cinghiali
obiettivo presenza zero, coinvolti i cacciatori

Obiettivo densità zero per il cinghiale nei territori di pianura e collina, mentre in montagna la presenza sarà tollerata ma con forti limitazioni, introducendo il principio della responsabilità dei cacciatori nel rimborso dei danni agli agricoltori se questi superano la soglia di 50 euro per chilometro quadrato.

Alle squadra di braccata o gruppi di girata (le tecniche con le quali avviene la caccia al cinghiale) saranno assegnate una o più zone,  sulla base del criterio della zona fissa, nelle quali saranno responsabili del controllo sulla proliferazione dei cinghiali.

Ma non solo. Come sottolinea Alberto Caldana, assessore provinciale all’Ambiente, «i cacciatori  effettueranno attività di miglioramento ambientale, interventi di prevenzione dei danni e i piani di controllo. Prevediamo anche di avviare una banca dati informatica per la gestione di tutta l’attività relativa al controllo del cinghiale. La proliferazione di questi animale, soprattutto in alcune aree pedecollinare impone un intervento deciso che ha come obiettivo la presenza zero in diverse aree».

Per gli altri ungulati la Provincia prevede l’avvio di una campagna di monitoraggio del cervo, mentre per il capriolo vengono stabiliti limiti massimi alla proliferazione.

I danni all’agricoltura provocati dalla fauna selvatica nel 2006 ammontano a circa 200 mila euro. Nel periodo dal 2000 al 2006, inoltre, la Provincia ha erogato complessivamente 415 mila euro per la prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica alle colture agricole (protezioni elettriche o recinzioni).

Sui danni agricoli emerge che in questi ultimi anni il cinghiale è responsabile del 22 per cento dei danni, seguito da corvidi e storni.

Nell’area nord le specie che fanno registrare più richieste di danni  sono gli storni, per i frutteti, le nutrie che, oltre a scavare pericolosamente negli argini dei fiumi, danneggiano melonaie, frumento, mais e barbabietole; in collina i danni sono dovuti in parte dai caprioli che danneggiano i frutteti soprattutto a Savignano, Castelvetro e Fiorano, poi vengono i daini e i corvidi, ma anche fagiani e piccioni; in montagna il nemico principale degli agricoltori (con oltre il 90 per centro dei danni) è il cinghiale (soprattutto nella zona tra Zocca e Montese), seguito dagli altri ungulati come i caprioli e i daini.

Scheda informativa

Scheda informativa
Data comunicato
6/2/2008
Numero
139
Ora
12
chiusura della tabella
Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Amministrativa
··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale
···› Ufficio Stampa
ProprietÓ dell'articolo
autore: ufficio stampa
data di creazione: mercoledý 6 febbraio 2008
data di modifica: mercoledý 6 febbraio 2008