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Comunicato stampa N° 374 del 28/3/2008

nutria \ 2 – a modena è arrivata negli anni ‘80

scava tane di sei metri lungo le rive, argini a rischio

La nutria è un roditore di grossa taglia (gli adulti arrivano a pesare anche dieci chili) originario del Sudamerica e introdotto in Europa negli anni ‘20 per la produzione di pellicce (il cosiddetto castorino). Dopo la crisi di questa attività, la nutria, non essendo cacciate e in assenza di predatori naturali, ha iniziato a moltiplicarsi velocemente in tutta Europa.

Il suo habitat naturale sono i bacini d’acqua, canali, paludi, golene dei fiumi e fiumi a decorso lento. Si ciba di vegetali freschi e occasionalmente di molluschi e uova di uccelli.

Nel modenese la nutria è arrivata intorno ai primi anni ’80; i comuni  più interessati sono quelli dell’area nord (Mirandola, S.Felice e Finale Emilia), S.Cesario e Castelnuovo. Pesanti sono state le conseguenze per alcune attività agricole (grano, mais e meloni) ma soprattutto per la sicurezza dei fiumi. Le femmine, infatti,  per partorire e allevare la prole (dai quattro ai sei piccoli con più di una gravidanza all’anno) scava a pelo d’acqua nelle rive dei fiumi una tana lunga dai tre ai sei metri mettendone a rischio la stabilità degli argini in caso di piena. Nel 2007 per interventi di ripristino dovuti ai danni provocati dalle nutrie, i Consorzi di bonifica hanno speso oltre 250 mila euro.

Con i piani di controllo gestiti dalla Provincia dal 2000 al 2006 sono stati abbattuti oltre 40 mila esemplari, un po’ in tutto il territorio della pianura modenese.

Scheda informativa

Scheda informativa
Data comunicato
28/3/2008
Numero
374
Ora
13,30
chiusura della tabella
Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Amministrativa
··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale
···› Ufficio Stampa
ProprietÓ dell'articolo
autore: Ufficio stampa
data di creazione: venerdý 28 marzo 2008
data di modifica: venerdý 28 marzo 2008